Richard Thaler e Cass Sunstein, nel loro libro "Nudge" del 2008, hanno introdotto un'idea che ha trasformato il modo in cui governi, istituzioni e organizzazioni pensano al cambiamento comportamentale: le persone non prendono decisioni in un vuoto — le prendono in un contesto. E modificare il contesto, anche in modo sottile, può cambiare il comportamento in modo radicale, senza proibire nulla e senza imporre nulla. Questo è il nucleo della behavioral science applicata alle organizzazioni.
Un nudge — "spinta gentile" — è qualsiasi elemento dell'architettura delle scelte che altera il comportamento delle persone in modo prevedibile, senza vietare opzioni e senza modificare incentivi economici significativi. Cambiare l'opzione predefinita in un modulo di iscrizione è un nudge. Mettere la frutta all'altezza degli occhi e i dolci in posizione meno accessibile è un nudge. Mostrare il consumo energetico di una casa confrontandolo con quello dei vicini è un nudge. L'effetto di questi interventi minimi sul comportamento reale supera spesso quello di campagne di comunicazione elaborate e costose.
Nelle organizzazioni, la behavioral science e il design nudge hanno applicazioni concrete in aree che tradizionalmente vengono affrontate con formazione, comunicazione o incentivi — con risultati spesso insoddisfacenti:
"Le organizzazioni spendono miliardi in formazione per cambiare comportamenti che potrebbero cambiare ridisegnando il contesto in cui quei comportamenti avvengono. La behavioral science non sostituisce la formazione — la rende molto più efficace, perché agisce su ciò che davvero guida le scelte umane." — Davide Etzi
Il dibattito etico intorno al nudge è reale e va preso sul serio. La distinzione fondamentale è tra nudge che promuovono il benessere della persona e nudge che servono gli interessi dell'organizzazione a discapito di quelli dell'individuo. Un nudge etico mantiene sempre la piena libertà di scelta — l'alternativa è sempre disponibile, solo resa meno comoda. Un'architettura manipolativa usa le stesse tecniche per guidare le persone verso scelte che non farebbero se pienamente consapevoli. La behavioral science applicata in modo responsabile è uno degli strumenti più potenti per creare ambienti organizzativi che portano davvero le persone a dare il meglio di sé.