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EMDR e fobia sociale: liberare la voce dei professionisti che hanno qualcosa di importante da dire

Davide Etzi — Behavioral Scientist · Psicoterapeuta 26 Aprile 2022 8 min di lettura
EMDR e fobia sociale: liberare la voce dei professionisti che hanno qualcosa di importante da dire
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C'è un costo professionale enorme e quasi mai contabilizzato nelle organizzazioni: quello delle idee che non vengono mai espresse perché la persona che le ha ha troppa paura di parlare in pubblico, di essere giudicata in una riunione, di proporre qualcosa che potrebbe essere criticato. La fobia sociale — o ansia sociale — non è timidezza: è un meccanismo neurobiologico preciso che può paralizzare professionisti brillanti nel momento in cui avrebbero più bisogno di essere presenti.

L'ansia sociale è la terza condizione psicologica più comune al mondo, dopo la depressione e i disturbi da abuso di sostanze. Si stima che colpisca tra il 7% e il 13% della popolazione in forma clinicamente significativa, con una presenza molto più alta in forma subclinica. Nei contesti professionali ad alta visibilità — presentazioni al board, negoziazioni importanti, keynote, situazioni di valutazione — questa percentuale ha conseguenze dirette sulla performance e sull'avanzamento di carriera.

Come si struttura neurobiologicamente l'ansia sociale

L'ansia sociale ha una struttura neurobiologica precisa: una risposta di minaccia attivata dalla prospettiva di valutazione negativa da parte degli altri. L'amigdala — il sistema di rilevamento delle minacce — non distingue tra minaccia fisica e minaccia sociale. "Potrei fare una brutta figura" produce la stessa risposta di attivazione fisiologica di "potrei essere aggredito". Cuore che accelera, voce che trema, mente che si svuota, corpo che vuole fuggire.

"L'ansia sociale non è il problema dei timidi. È il problema di chi ci tiene abbastanza da avere paura. I professionisti che non hanno nulla da perdere raramente sono ansiosi in pubblico. Quelli che portano il peso di qualcosa di importante lo sono spesso — e meritano strumenti all'altezza." — Davide Etzi

Il protocollo EMDR per l'ansia sociale professionale

L'EMDR applicato all'ansia sociale professionale lavora sull'identificazione e la desensibilizzazione delle memorie specifiche che hanno generato e consolidato il pattern di risposta ansiosa: l'umiliazione vissuta durante una presentazione scolastica, la critica pubblica che ha prodotto vergogna intensa, il fallimento comunicativo che ha lasciato traccia nel sistema nervoso. Queste memorie — spesso risalenti all'infanzia o all'adolescenza, ma a volte anche a esperienze adulte particolarmente intense — mantengono attiva la risposta di allarme nel presente ogni volta che si ripresenta una situazione simile. Elaborate con il protocollo EMDR, perdono la loro capacità di innescare automaticamente la risposta di panico — e la persona ritrova accesso alle proprie risorse comunicative nel momento in cui ne ha più bisogno.

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Davide Etzi
Behavioral Scientist · Psicologo · Psicoterapeuta

Fondatore di HUMANEV®. Si occupa di assessment psicometrico, coaching esecutivo, psicoterapia sistemico-strategica e supporto alle neurodivergenze. Roma e online.

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