Uno dei paradossi più dolorosi della plusdotazione infantile è l'underachievement: il bambino con un potenziale eccezionale che ottiene risultati mediocri o scadenti a scuola. Per i genitori è disorientante. Per gli insegnanti è frustrante. Per il bambino è spesso devastante: capisce di poter fare molto di più, non riesce a capire perché non lo fa, e accumula progressivamente un'immagine negativa di sé come "pigro", "incostante", "non impegnato". Comprendere le radici dell'underachievement nei bambini plusdotati è il prerequisito per poterlo affrontare efficacemente.
Il punto di partenza è sempre la valutazione: capire se si è davvero di fronte a un bambino plusdotato, se ci sono comorbidità, e qual è il profilo specifico di punti di forza e difficoltà. Da lì si costruisce un piano che può includere: arricchimento curricolare (approfondimento verticale invece di ripetizione orizzontale), accelerazione selettiva in alcune materie, attività extracurricolari stimolanti, lavoro psicologico sul perfezionismo e sull'autoefficacia, e — quando indicato — cambiamento del contesto scolastico.
"Un bambino plusdotato che underperforma non è pigro: è annoiato, bloccato o incompreso. Spesso tutte e tre le cose insieme. La valutazione serve a capire quale delle tre — e a costruire la risposta giusta." — Davide Etzi, Psicologo