Kazimierz Dabrowski, psichiatra polacco, ha descritto nelle persone ad alta intelligenza quelle che ha chiamato "sovreccitabilità" (overexcitabilities): modalità di risposta all'esperienza significativamente più intense rispetto alla norma. Intellettuale, psicomotoria, sensoriale, immaginativa, emotiva. Nelle persone plusdotate, queste sovreccitabilità non sono eccezioni — sono la regola. E per anni vengono scambiate per disturbi da regolare, non per caratteristiche da comprendere.
Le persone plusdotate spesso vivono le emozioni con una profondità che può sembrare sproporzionata agli occhi di chi le circonda. Un film, una notizia, un'ingiustizia vissuta o osservata da lontano possono generare risposte emotive intense e durature. Questa intensità non è fragilità emotiva — è una modalità di elaborazione che coinvolge più livelli simultaneamente: cognitivo, empatico, etico, sensoriale.
Il perfezionismo nella plusdotazione nasce spesso da un divario doloroso: la mente vede chiaramente come le cose potrebbero essere — la versione migliore, più coerente, più giusta — e soffre della distanza tra quella visione e la realtà attuale o la propria performance. Non è ricerca di approvazione: è una forma di dolore estetico e intellettuale. Le strategie utili includono:
Bambini e adulti plusdotati ricevono spesso diagnosi errate proprio perché la loro intensità viene letta come sintomo patologico: disturbo bipolare, disturbo borderline, disturbo d'ansia, ADHD. In alcuni casi queste comorbilità esistono davvero — ma in molti altri si tratta di profili gifted non riconosciuti che esprimono la loro natura in contesti non adatti. La diagnosi differenziale richiede esperienza specifica con la plusdotazione.
"Sentire tutto più intensamente non è un problema da risolvere. È un modo di essere nel mondo che richiede comprensione, non correzione." — Davide Etzi, Psicoterapeuta