Il PTSD classico — il disturbo da stress post-traumatico descritto nei manuali diagnostici — nasce tipicamente da un singolo evento traumatico identificabile: un incidente, un'aggressione, una catastrofe. Ma esiste un'altra categoria di trauma, meno visibile e più pervasiva, che la ricerca degli ultimi trent'anni ha progressivamente riconosciuto come distinta: il trauma complesso, o C-PTSD, che emerge da esposizione ripetuta e prolungata a eventi traumatici, tipicamente in contesti relazionali in cui era difficile o impossibile sfuggire.
Judith Herman, psichiatra di Harvard che ha contribuito in modo determinante alla comprensione del trauma complesso, ha descritto questa condizione come il risultato di esperienze come violenza domestica prolungata, abuso nell'infanzia, trascuratezza cronica, prigionia, o — in forma più attenuata ma clinicamente rilevante — ambienti relazionali sistematicamente invalidanti nell'infanzia. L'ICD-11 ha incluso il C-PTSD come categoria diagnostica distinta nel 2018, riconoscendo tre caratteristiche aggiuntive rispetto al PTSD classico: disturbi della regolazione emotiva, alterazioni del senso di sé, e difficoltà nelle relazioni interpersonali.
"Il trauma complesso non è un'esperienza del passato. È una struttura del presente — un modo di percepire, sentire e reagire alla realtà che si è formata come risposta adattiva a condizioni impossibili, e che continua a operare anche quando le condizioni sono radicalmente cambiate." — Davide Etzi
Il protocollo EMDR per il trauma complesso non segue la sequenza lineare del trattamento PTSD classico. Richiede una fase estesa di stabilizzazione e di costruzione delle risorse prima di procedere all'elaborazione delle memorie traumatiche — perché un sistema nervoso gravemente disregolato non può tollerare l'attivazione prodotta dall'elaborazione diretta delle memorie più cariche. Le fasi principali sono: stabilizzazione e psicoeducazione sul trauma, potenziamento delle risorse interne e del senso di sicurezza, elaborazione graduale delle memorie traumatiche partendo dalle meno cariche, e integrazione in una narrativa coerente di sé. Questo è un lavoro lungo — tipicamente anni, non settimane — ma produce cambiamenti profondi e duraturi in persone che hanno spesso passato la vita a sopravvivere invece di vivere.