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Psicologia Clinica

Insonnia e performance cognitiva: la crisi silenziosa che nessun manager vuole ammettere

Davide Etzi — Behavioral Scientist · Psicoterapeuta 6 Giugno 2019 8 min di lettura
Insonnia e performance cognitiva: la crisi silenziosa che nessun manager vuole ammettere
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C'è una cultura del sonno nei contesti manageriali ad alta intensità che è al tempo stesso diffusa e profondamente disfunzionale: quella che equipara il dormire poco alla dedizione, all'ambizione, alla capacità di sacrificarsi per il lavoro. "Dormo quattro ore e sto benissimo" è una frase che si sente nelle sale riunioni con una frequenza inversamente proporzionale alla sua plausibilità scientifica. Matthew Walker, neuroscienziato di Berkeley e autore di "Perché dormiamo", lo dice senza mezzi termini: non esistono persone che funzionano bene con quattro ore di sonno. Esistono persone che non sanno quanto starebbero meglio con otto.

L'insonnia cronica — definita clinicamente come difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o sonno non ristoratore per almeno tre notti a settimana per almeno tre mesi — colpisce tra il 10% e il 15% della popolazione adulta in forma clinicamente significativa, con percentuali molto più alte di disagio soggettivo. Nei contesti professionali ad alta pressione, la prevalenza è sistematicamente superiore alla media — e le conseguenze sulla performance cognitiva sono documentate, specifiche e allarmanti.

Cosa fa la privazione di sonno al cervello che lavora

"L'insonnia cronica non è un carattere. Non è una scelta di stile di vita. È un disturbo trattabile con approcci evidence-based che producono risultati superiori alla farmacologia nel lungo termine — e che trasformano la qualità del pensiero in modo che chi lo vive fatica a credere di aver vissuto così a lungo nell'altro modo." — Davide Etzi

La CBT-I — Cognitive Behavioral Therapy for Insomnia — è il trattamento gold standard per l'insonnia cronica, con tassi di remissione superiori al 70% e risultati più duraturi della farmacologia, senza effetti collaterali. Integrata con interventi di igiene del sonno evidence-based e, dove necessario, con un lavoro sulle componenti ansiose che spesso alimentano il circolo vizioso dell'insonnia, produce cambiamenti nella qualità del sonno — e di riflesso nella qualità del pensiero — che le persone descrivono come trasformativi.

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Davide Etzi
Behavioral Scientist · Psicologo · Psicoterapeuta

Fondatore di HUMANEV®. Si occupa di assessment psicometrico, coaching esecutivo, psicoterapia sistemico-strategica e supporto alle neurodivergenze. Roma e online.

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