La bassa autostima è probabilmente la condizione psicologica più frequente negli adulti che accedono alla psicoterapia — spesso come problema di sfondo che alimenta ansia, depressione, difficoltà relazionali e blocchi professionali. Eppure è anche una delle condizioni più trattate in modo superficiale: con affermazioni positive, con la logica del "volersi più bene", con interventi puramente cognitivi che cambiano i pensieri senza cambiare l'esperienza di sé. La psicoterapia sistemico-strategica parte da un assunto diverso: l'autostima non si costruisce pensando meglio di sé stessi — si costruisce agendo in modo diverso e ricevendo dall'esperienza le prove che contraddicono la narrativa negativa.
L'approccio strategico introduce esperienze concrete che contraddicono la narrativa dell'inadeguatezza: sfide calibrate sulla zona di sviluppo prossimale, prescrizioni comportamentali che producono successi verificabili, tecniche di defusion dai pensieri auto-svalutanti. La logica è quella di Aaron Beck applicata con la precisione chirurgica di Nardone: non basta cambiare il pensiero — bisogna creare l'evidenza che lo smentisce.
"L'autostima non si costruisce convincendosi di valere. Si costruisce accumulando prove di competenza — agendo, fallendo, imparando e agendo di nuovo. La terapia accelera questo processo." — Davide Etzi, Psicoterapeuta