La fobia specifica è uno dei problemi psicologici più comuni e meno trattati: il 12% della popolazione presenta almeno una fobia specifica significativa nel corso della vita. Paura di volare, di guidare, delle altezze, degli animali, del sangue, degli spazi chiusi, delle iniezioni. Molte persone ci convivono per decenni, strutturando la propria vita attorno all'evitamento — senza sapere che la psicoterapia strategica può risolvere anche le fobie più radicate in un numero di sedute sorprendentemente basso.
La fobia persiste per un meccanismo semplice: ogni volta che la situazione temuta viene evitata, il cervello riceve la conferma che era davvero pericolosa (altrimenti perché evitarla?). L'evitamento produce sollievo immediato e rinforza la fobia nel lungo termine. È esattamente il meccanismo delle soluzioni tentate che la psicoterapia strategica mira a invertire.
Nardone ha sviluppato per le fobie specifiche un protocollo che combina la tecnica della peggiore fantasia, la ristrutturazione del frame percettivo e l'esposizione graduale strategicamente costruita. La differenza rispetto all'esposizione classica della CBT sta nel come viene preparata e vissuta l'esposizione: non come costrizione terapeutica ma come sfida scelta e controllata dal paziente, con una progressione calibrata sulle sue risorse attuali e non su un protocollo standard.
Per la fobia del volo — una delle più frequenti e invalidanti — il protocollo strategico include: la prescrizione di immaginare ogni giorno i dettagli del volo temuto (la peggiore fantasia), la ristrutturazione della percezione del rischio oggettivo (la statistica dei trasporti non convince il fobico ma può essere usata strategicamente), la costruzione di un rituale di "controllo" paradossale durante il volo che sostituisce l'ipervigilanza ansiosa. La durata media del trattamento è di 4-8 sedute.
"Una fobia non è irrazionale: è razionalissima all'interno della sua logica. Per risolverla non basta spiegare che il pericolo non esiste — bisogna creare l'esperienza che lo dimostra." — Davide Etzi, Psicoterapeuta